Quella di Doc Servizi è stata per me una delle scoperte più interessanti legate al Freelancecamp: una cooperativa nata per offrire servizi di supporto, assistenza amministrativa e organizzativa, rete finanziaria, a un gruppo molto vasto di lavoratori indipendenti, caratterizzati da una difficoltà forse ancora più accentuata di “stare in proprio” tenendo insieme regole, bilanci e sanità mentale: quella dei lavoratori della cultura e dello spettacolo. L’interesse è stato reciproco, e così per il secondo anno di seguito Doc Servizi sostiene il Freelancecamp, non solo come sponsor (grazie!) ma anche offrendoci un supporto logistico per l’edizione romana (mille grazie!); così eccomi a intervistare il suo presidente, Demetrio Chiappa.

Ciao Demetrio, Doc Servizi e il Freelancecamp si conoscono già (per chi non c’era, qui l’intervista 2016), ma vuoi riassumerci in tre frasi cosa fate, così ci rinfreschiamo la memoria?

Siamo una grande cooperativa di professionisti, o meglio, una rete di professionisti su piattaforma cooperativa. Abbiamo trovato questa formula per consentire ai nostri associati di lavorare in regola senza i patemi della partita IVA ma con tutti i vantaggi dell’essere in rete. Porte aperte, consulenza a 360°, servizi su misura personalizzati, autonomia ma condivisa in una grande community che lavora per l’interesse collettivo della categoria.

L’anno scorso siete venuti per la prima volta al Freelancecamp e pare che l’esperienza sia stata positiva, tanto che avete rinnovato e anzi aumentato il supporto che date a questo evento: spiegaci perché.

Perché siamo convinti che il futuro lavorativo sarà sempre di più in mano ai freelance e che più di ogni altro questi lavoratori professionisti sono abbandonati a se stessi.

Lasciandoli soli sono per forza di cose “vittime” del mercato e delle committenze, che spesso lucrano a dismisura sull’intermediazione del lavoro del freelance rivendendo i servizi a costi “smisurati” senza lasciare ai professionisti il giusto compenso, oltre ai problemi di cui abbiamo già parlato lo scorso anno di tassazione, fisco, incertezze e instabilità.

Insieme invece sono una grande forza per il paese e sicuramente possono dare un contributo fattivo alla crescita; ma solo se c’è una consapevolezza collettiva della potenzialità della categoria.

Cos’è successo in questo anno di vita di Doc Servizi? Quali novità bollono in pentola?

Noi veniamo dall’esperienza degli artisti e lavoratori dello spettacolo, e abbiamo visto che il lavoro a chiamata, utilizzato per i lavoratori precari e senza continuità lavorativa quali sono gli artisti, è la forma ottimale per garantire tutele ai professionisti e flessibilità ai committenti e agli stessi freelance.

Spariti i voucher, stiamo proponendo di allargare la fascia di utilizzo del rapporto di lavoro intermittente a tutti i lavoratori precari e flessibili, sapendo che la struttura cooperativa può accogliere e gestire con il massimo delle tutele e benefici tutti i “forzati della partita IVA” e i costretti al lavoro sommerso.

Di cosa ci parlerete al Freelancecamp?

Emanuele Bevilacqua, il responsabile della filiale di Roma e Provincia di Doc Servizi, vi parlerà di questi temi e delle due nuove cooperative appena costituite, DOC Creativity che accoglie tutti i professionisti del mondo della creatività intesa nella sua più ampia accezione, compresi i makers e artigiani digitali, e Hypernova che accoglie tutti i professionisti e lavoratori del Web dell’Innovazione tecnologica e più in generale della realizzazione del software.

Nelle interviste ai freelancecampisti abbiamo chiesto a tutti di scegliere una canzone come colonna sonora del freelance: dato che voi lavorate tantissimo nel settore musicale, direi che la domanda è perfetta anche per te: qual è il vostro contributo alla playlist del Freelancecamp?

Ottocento, di Fabrizio de André


www.docservizi.it

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