[Osvaldo ha un bel cv #freelancecamp: nel 2013 ci ha raccontato ciò che da alcuni anni fa con FiordiRisorse; nel 2014 è venuto ad ascoltare e chiacchierare, quest’anno addirittura come graditissimo sponsor. Parliamo di risorse umane e di opportunità per i freelance]

Osvaldo Danzi

Quest’anno FiordiRisorse sostiene il Freelancecamp come sponsor; vuoi raccontare ai partecipanti, in poche righe, cosa fate e perché quest’anno torni al Freelancecamp anche da sponsor?

FiordiRisorse è una Community nata come gruppo LinkedIn; oggi è Associazione a tutti gli effetti.
Coinvolge oltre 6.000 persone tra manager, imprenditori e liberi professionisti strutturati. LinkedIn ci ha nominato “best practice italiana”. Filtro personalmente le adesioni, con il criterio della condivisione di contatti ed esperienze, conducendo una battaglia personale contro l’autoreferenzialità e contro coloro che aderiscono a qualsiasi tipo di organizzazione con il solo intento di fare business ma senza avere niente da proporre. Prima si dà, poi si riceve. Organizziamo prevalentemente incontri all’interno delle aziende, con lo scopo di velocizzare le conoscenze fra persone, e fra persone e aziende, e condividere temi, pratiche e opinioni. Preferibilmente fuori dal coro.

FiordiRisorse costruisce opportunità di incontro e interazione fra aziende e persone che vogliono lavorare in azienda; in questo spazio qual è il ruolo dei freelance, se ne esiste uno?

Il ruolo dei freelance negli ultimi anni è diventato paritetico a quello dei manager e degli imprenditori. Se all’inizio ho dato spazi molto ristretti ai liberi professionisti (soprattutto e specialmente coloro che non avevano struttura aziendale e che era evidente cercassero ambienti dove “piazzare aspirapolveri”) oggi non possiamo negare che tanti di questi sono ex-dipendenti d’azienda spesso con grandissime competenze da mettere a disposizione di chi vuole dedicarsi alla libera professione.
Molti freelance oggi coordinano alcuni dei progetti commerciali di FiordiRisorse quali il MUSTer e la Bussola del Lavoro garantendo all’Associazione delle entrate importanti e a se stessi un ritorno economico sicuro. Nell’immediato futuro abbiamo un progetto che abbiamo chiamato “Nuclei”, dove in maniera centralizzata metteremo insieme persone che non si conoscono fra loro – ma che noi invece conosciamo bene – e che hanno difficoltà a riproporsi sul mercato da soli. Daremo loro un sostegno gratuito di formazione, di comunicazione attraverso i nostri canali, metteremo a loro disposizione i contatti del nostro network e li aiuteremo a collaborare insieme creando dei nuclei per competenze (logistica, acquisti, lean, comunicazione, finance…). Questo permetterà loro di ricreare un ambiente aziendale evitando di proporsi come singoli preceduti da un biglietto da visita stropicciato, ma con la forza invece di un brand e di un gruppo di persone con competenze specifiche.

Questi sono anni di cambiamenti veloci, per le organizzazioni strutturate e per chi lavora da battitore libero. Dimmi qualcosa che, dal tuo punto di vista, è cambiato in peggio e in meglio.

Ti parlerò da freelance: mi occupo di selezione del personale, e il contatto con le aziende è pressoché quotidiano, per non parlare poi dei contatti che si generano attraverso le attività di FdR. I miei referenti più immediati sono le Risorse Umane.
La percezione è che in Italia le Risorse Umane non abbiano saputo usare il periodo di crisi per un rinnovamento vero. Si sono piazzate su un piedistallo intimando a tutti di fare change management e mentre il mondo intorno cambiava, loro sono stati gli unici a rimanere immobili. Le organizzazioni strutturate stanno ricominciando a viaggiare a buoni regimi produttivi ma si stanno dimenticando delle persone, perché coloro che in azienda sarebbero preposti a occuparsi della loro formazione, della crescita e dell’evoluzione dei processi sono troppo concentrati a preservare uno status quo che non esiste già più. Ormai le Risorse Umane sono “quelle dei tagli” e non “quelle dello sviluppo”.

Chi lavora da freelance oggi ha delle opportunità molto interessanti perché in azienda si stanno aprendo davvero tanti spiragli  che non sono presidiati internamente. Ma, ancora più interessante – e questo sarà il tema del mio intervento al Freelance Camp – c’è un mondo nuovo lì fuori che permetterebbe enormi soddisfazioni a chi avesse il coraggio di abbandonare la scrivania di un lavoro fisso che non dà più stimoli.

C’è in atto una trasformazione: solo chi è in grado di percepirla riuscirà a cavalcarla e a rimettersi davvero in pista, ottenendo risultati e gratificazioni che in azienda ormai non si possono più ottenere. Bisogna però avere caratteristiche personali specifiche e aver preparato molto bene il terreno. Non c’è posto per i “sarebbe bello, ma tengo famiglia” (come se chi fa il freelance non l’avesse), per chi non è curioso e per chi è inchiodato, non c’è posto per chi non ha mai tempo per incontrare persone, fare networking interessante, partecipare a incontri stimolanti, “perché tanto uno stipendio ce l’ho”. Sono quelli che, “sorpresi all’improvviso”, non hanno strumenti per rimettersi in carreggiata e troveranno mille scuse per scaricare colpe del loro mancato ricollocamento.

Il tuo speech sarà “Ho perso il lavoro ora faccio il freelance. Sbagliato.” Di cosa ci parli?

Molte persone che incontro per il mio lavoro (selezione del personale) si “riciclano” in ruoli di freelance convinti che i loro ex clienti aziendali diventeranno tutti clienti personali. Poi questo puntualmente non succede. Pro e contro della vita freelance, motivi per diventarlo, motivi per non diventarlo.

Sito FiordiRisorseLinkedIn * Twitter

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