[Ma quanto lavoro bene con Roberto? Non so se fra gli “amici con cui non ho più voglia di lavorare” ci sono anch’io, ma sicuramente non me l’ha dato a vedere, né ha mai fatto cenno di non voler più lavorare per il Freelancecamp – e il meglio deve ancora venire]

Kalamun Roberto pasini

Ciao Roberto, che cosa fai lo sappiamo perché te l’abbiamo già chiesto; hai qualche aggiornamento rispetto all’anno scorso?

È capitata una cosa stupenda: mi sono fatto un po’ schifo. Ed è stato facile.

Non mi piaceva quello che stavo facendo, il come, e il mio continuo focalizzarmi sull’affitto da pagare invece che sulla crescita personale.
Mi sembrava che tutti mi superassero a destra e a sinistra, non mi piacevano più certi clienti e non volevo più lavorare per gli amici; i post motivazionali non mi aiutavano, avevo bisogno di soluzioni, strategie e concentrazione, e questo è stato difficile.

Faccio ancora siti internet ma provo a farli meglio, a essere contento di me senza scusanti.

E rispetto alla scelta di lavorare da indipendente, continui a trovare un equilibrio soddisfacente o sei tentato da altre strade?

Più che da altre strade sono tentato da altre vite.

In una so parlare benissimo quattro lingue e giro l’Asia lavorando col portatile.
In un’altra ho 21 anni, non sono timido con le ragazze e taglio i ponti con tutto per andare a New York, dove hanno ponti bellissimi, per lavorare come garzone.
Poi ci sono quelle in cui sono un marinaio, un biologo in Antartide e un contadino montanaro bio. In nessuna, comunque, mi capita d’esser ricco.

Spero che i buddisti c’abbiano visto bene con quella storia della reincarnazione.

La mia vita da freelancer, invece, 30 anni fa non sarebbe esistita: ho il gatto in Francia e la ragazza in Italia, il lavoro e l’ufficio viaggiano con me, incassare non è mai stato così facile, spendere poi non ti dico. Senza i voli low-cost, internet e l’Europa unita oggi farei l’operaio, quindi ringrazio e porto pazienza verso gli uomini primitivi che ancora popolano il nostro tempo.

A fine 2016 è uscito il tuo libro “Crisi d’identità – costruire un’identità visiva senza sapere da che parte iniziare”. Ce ne parli? Scriverlo è stato faticoso/divertente/utile? Ne è valsa la pena?

È stato più faticoso del previsto.

In fondo si tratta – mi dicevo – di scrivere cose che conosco bene, che insegno, che pratico. Ma occorre razionalizzare, verificare, stabilire un ordine.
La mia parte creativa era stressatissima, avrebbe consegnato una sola pagina, con una sola frase: «fate un po’ quel cazzo che vi pare».
La mia parte razionale invece è riuscita a confezionare un libro gradevole e pratico, adatto a chi ha bisogni semplici e immediati.
E poi Zandegù, il mio editore: tanti cuoricini per lui.

Mi ha sorpreso l’attenzione dei miei lettori. Ho ricevuto molti commenti, alcuni entusiasti altri sensatamente critici.
Se sei permaloso evita queste due cose: aprire un account su Sarahah e scrivere un libro.

Ci sono dei progetti di quest’anno a cui tieni particolarmente?

Sono tre anni che rimando il restyle del mio sito, vorrei prendermi questo impegno di fronte a tutti.

  • vuoi tu Roberto Pasini rifare il sito nuovo, nella buona e nella cattiva gestione dei task?
  • sì lo voglio
  • e vuoi tu sito nuovo essere rifatto da Roberto Pasini, nella buona e nella cattiva sintassi?
  • <input type=”checkbox” name=”lo_voglio” value=”true” checked>

Sempre deciso a restare a Parigi, o hai voglia di cambiare orizzonti?

Ouh là là mais oui! Mi piace stare qui, pensa che sto per chiedere la nazionalità francese.
Ma intanto a ogni viaggio immagino altri futuri possibili.

Sei pronto a tornare al Boca?

Mammamia! Avverto già le positive vibration!
Sarà ché l’anno scorso ho vinto un vibratore?

Sito * Pagina Facebook * Il libro: Crisi d’identità.

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