[Claudia è la paladina dei bandi: aiuta imprenditori e organizzazioni no profit ad accedere ai finanziamenti. Ma viene al Freelancecamp anche per difendere i freelance in preda alla disorganizzazione dei pasti!]

Claudia Ravaioli

Che lavoro fai?

Aiuto imprenditori e organizzazioni no profit ad accedere a risorse economiche per realizzare i propri progetti. Dopo anni di letture di bandi e allegati vari, ho capito che la mia mission è quella di diventare la paladina di imprenditori e liberi professionisti che vorrebbero sfruttare i fondi messi a disposizione, ma si abbattono di fronte alla complessità di procedure: il mio obiettivo è semplificargli le cose.
Cerco le opportunità di finanziamento disponibili e segnalo ai clienti quelle più adatte al loro business, insieme facciamo una valutazione di pre-fattibilità e, se decidiamo di procedere, gestisco tutta la procedura di richiesta del contributo.
Una volta ottenuto, assisto il cliente durante la realizzazione dell’investimento, fino alla sua conclusione. Collaboro anche con professionisti, che possono rendere i propri servizi più attraenti se c’è un contributo che copre parte dell’investimento.

Lavori da freelance?

Sì.

Lavorare da freelance è stato (ed è) un obbligo o una scelta?

Un po’ e un po’, diciamo che è stata una scelta favorita dalle condizioni che si erano venute a creare. In un momento di crisi dell’azienda in cui lavoravo, ho colto la palla al balzo e mi sono fatta licenziare per diventare consulente, idea che già da qualche anno si era affacciata alla mia mente.

Da 1 a 10, quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda:

  • Aspetti economici: 6
  • Gestione dei tempi di vita e di lavoro: 7
  • Relazioni umane: 9.

Cosa vuoi fare da grande?

Vorrei creare una rete di collaboratori che abbiano il mio stesso approccio al cliente, con cui condividere le esperienze, avere un confronto e gestire insieme le consulenze.

Perché vieni al Freelancecamp Marina Romea?

Perché ricevo tanti spunti utili.
Perché incontro un sacco di persone interessanti.
Perché ne esci rigenerato e pieno di entusiasmo.

Sei tra gli speaker. Il titolo del tuo intervento è “L’arte del Batch Cooking: una tecnica libera-tempo/cucina una volta, mangia per giorni”. Di cosa ci parli?

Vorrei parlare di come gestisco la faccenda “pasti”. Come molti freelance non ho una giornata scandita da orari precisi, ma da incastri tra attività varie. Per questo spesso mi trovo a mangiare in orari strani o con poco tempo per prepararmi un pasto sano e gustoso e rischio di mangiare quel che c’è, non mangiare, mangiare troppo, ecc…
Allora mi organizzo, di solito nel week end, per avere un po’ di cose pronte da assemblare per realizzare piatti completi in pochi minuti; vorrei dire, secondo la mia esperienza, cosa si può preparare prima, come cucinare, cosa mettere assieme.

Ho poi scoperto che questa mia tecnica da auto-didatta ha un nome: “Batch cooking”, definita un metodo di organizzazione del lavoro che permette di cucinare in anticipo, in un solo momento, tutti i pasti della settimana (più o meno). Il cibo preparato si conserva in frigo o in freezer in modo da averlo subito pronto al momento del bisogno. Inoltre, così, non ci si deve preoccupare ogni giorno di cosa cucinare e non si corre il rischio di sprecare cibo. Il tutto condito da foto dei miei piatti che sto preparando da un mese :-D.

E ora, giochiamo un po’.

  • Se il freelance fosse un animale, che animale sarebbe? Polpo, intelligente e con 8 tentacoli che gli servono per fare tante cose.
  • E se fosse una canzone? “Time is running out” dei Muse
  • E una ricetta? Cous cous, veloce da cucinare.

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