[Marisa Pecere è Direttore della Comunicazione istituzionale di Coop Alleanza 3.0; per intenderci, il capo di Biljiana; io l’ho conosciuta di persona in aula, ed è curiosa, aperta e tenace, tutte caratteristiche essenziali per chi ha la responsabilità di governare cambiamenti importanti in una struttura molto, molto complessa]

marisa pecere alleanza 30

Ciao Marisa, ci racconti di questo nuovo volto di Coop? Trovo che questo nome rispecchi alla perfezione la vostra mission: alleanza è una parola bellissima, che richiama la tradizione, parla di patti e di interessi comuni; 3.0 è chiaramente un richiamo al mondo digitale…

Abbiamo un nome complesso che in effetti ci rispecchia. Alleanza per esempio è il nome dato alla cooperativa di consumatori modenese proprio cento anni fa, era il 1917. Inoltre Alleanza è molto frequente nella tradizione cooperativa. E il giochino di 3.0, per quanto possa strappare un sorriso al pubblico superdigitale del camp, è la sintesi di una fusione a 3 alla pari tra 3 grandi realtà, che assieme si alleano non già per diventare più grandi, ma per diventare più bravi. Siamo un ponte tra la tradizione e l’innovazione. Una complessità difficile da gestire, ma sfidante e affascinante.

Quest’anno Coop Alleanza 3.0 contribuisce al Freelancecamp. Vuoi raccontarci perché sostenete un evento di freelance? Quali sono i punti di contatto fra il mondo della cooperazione e i liberi professionisti?

Vogliamo sfatare un mito, che bisogna per forza cercare qualcuno “come te” per un confronto di valore. Si può dialogare allo stesso livello partendo da percorsi diversi, soprattutto in questi anni complicati. Le grandi imprese rischiano di avere il passo corto mentre intorno, da piccole realtà e da “pensatori” autonomi, arrivano segnali chiari su cosa e come sta cambiando. Siamo al Freelancecamp proprio per lasciarci contaminare dal fermento e per ricordare che la cooperazione è anche questo: aprirsi alle persone, ai lori talenti e alle loro idee. Lo spiegheremo meglio (spoiler!) anche con un piccolo omaggio ai partecipanti al camp… :)

Lo scopo principale del Freelancecamp è riunire persone abituate per lo più a lavorare da sole. Ci è caro quindi il tema della cooperazione, e più ancora della coopetition, perché il fare rete e confrontarsi – anche fra potenziali concorrenti – è una delle chiavi indispensabili per prosperare nel contesto socioeconomico odierno. Cosa può insegnarci la lunga esperienza di Coop?

Che la cooperazione è nata per aggregazione, per perseguire assieme quello che individualmente era difficile o impossibile ottenere, perché nessuno meglio della cooperativa di cui sei socio (e quindi in parte proprietario) può rispondere ai tuoi bisogni. E i bisogni cambiano, come cambiano i consumi, per questo il confronto con realtà anche diverse diventa fondamentale per continuare a fare sempre meglio il proprio mestiere. Siamo una cooperativa che opera in un contesto altamente competitivo come quello della grande distribuzione. Crediamo che contaminarci con realtà sanamente divergenti sia un buon modo per ragionare sulla nostra distintività, anche in ottica di quote di mercato. Inoltro trovo affascinante far convivere il cooperare con gli altri e il competere, soprattutto con se stessi.

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