[Roberto sarà il fotografo ufficiale del Freelancecamp.
Anche lui freelance: per obbligo in principio, ora apprezza la libertà che gli permette di fare al meglio il lavoro che ama e che ogni mattina lo fa alzare dal letto “come un ragazzino che va in gita!”
]

Roberto Cortese

Ciao Roberto, che lavoro fai?

Sono un fotografo e videomaker in ambito aziendale e sportivo. Dato che non sono proprio un fenomeno a scrivere con la penna, ho deciso di cominciare a raccontare le storie dei miei clienti con reflex e tanta passione.

Lavorare da freelance è stato (ed è) un obbligo o una scelta?

Entrambi! Un obbligo perché, iniziando da zero, difficilmente qualcuno mi avrebbe assunto come fotografo per fare ciò che desideravo; è stata, invece, una scelta proprio perché in questo modo ho potuto decidere io che indirizzo dare alla mia vita professionale. All’inizio non è stato facile ma, a posteriori, è una scelta che rifarei.

Da 1 a 10, quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda:

  • Aspetti economici: 8, ma ovviamente è relativo :)
  • Gestione dei tempi di vita e di lavoro: 9, ma solo perché anche in ferie guardo la mail ogni tanto
  • Relazioni umane: 10, amo intessere rapporti.

Ti sei offerto di dare una mano e ti abbiamo chiesto di essere il “fotografo ufficiale” dell’evento. Sei pronto? Hai guardato un po’ delle foto degli anni passati per farti un’idea della gabbia di matti in cui vai a metterti?

Non vedo l’ora di godermi la gabbia da dentro! Avere il privilegio di vivere dietro le quinte di un evento come il Freelancecamp è qualcosa di impagabile e farò del mio meglio per raccontare l’evento in tutte le sue sfaccettature. Spero di poterli conoscere tutti, i matti presenti, sono sicuro che non mi sarà difficile integrarmi :)

La tua prima proposta era stata quella di riprendere l’evento con una diretta streaming a 360°, ma noi abbiamo deciso di mantenere il format degli anni passati e di non raddoppiare lo streaming, per non esaurire tutta la banda a disposizione. Però mi piacerebbe che tu ci spiegassi qualcosa in più su questa modalità di streaming, se l’hai già usata e con che risultati.

Sostanzialmente questa modalità di streaming consente di vivere in prima persona un evento, dando la possibilità di esplorare tutto ciò che è inquadrato tramite qualunque dispositivo mobile. Facciamo un esempio per chiarire: supponiamo di non poter andare al Freelancecamp (peccato per voi) ma di volerlo guardare in diretta. Con uno streaming “normale” possiamo soltanto vedere quello che la regia sceglie per noi. Grazie alle dirette VR 360 è l’utente a decidere cosa guardare: dunque è possibile muovere il proprio smartphone nello spazio per vedere per esempio chi sta facendo una domanda, o per vedere le reazioni del pubblico mentre lo speaker parla. La sensazione che si ha è quella di essere fisicamente presenti a Marina Romea, in mezzo al pubblico! Personalmente, l’ho già applicata per alcuni progetti in ambito museale e per eventi (aziendali, sportivi, concerti, ecc.) e devo dire che alza veramente l’asticella in termini di esperienza di visualizzazione.

Cosa vuoi fare da grande?

Voglio essere felice, con una famiglia e col lavoro che mi piace fare, quello che ogni mattina mi fa alzare dal letto come un ragazzino che va in gita!

 

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