[Abbiamo conosciuto Francesca al Freelancecamp dell’anno scorso, quando ha tenuto uno speech utile e molto amato: L’inglese del freelance.]

Francesca Manicardi Freelancecamp

Che lavoro fai?

Sono interprete e traduttrice, docente di lingue straniere, revisora, creatrice di contenuti, mentore per aspiranti libere professioniste. Insomma, lavoro con le lingue a tutto tondo. L’italiano, l’inglese, il francese e il tedesco sono il pane quotidiano.

Lavori da freelance?

Sì.

Lavorare da freelance è stato (ed è) un obbligo o una scelta?

Ho sempre saputo che avrei lavorato da libera professionista, quando poi l’azienda presso la quale lavoravo da dipendente ha smesso di pagarmi ho avuto finalmente il coraggio di lanciarmi: è nata così Punto F, la mia attività di traduzione e interpretariato.

Da 1 a 10, quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda:

  • Aspetti economici: 8
  • Gestione dei tempi di vita e di lavoro: 7
  • Relazioni umane: 8.

Cosa vuoi fare da grande?

Crescere ancora, come persona e come professionista: ci sono ancora tante cosa che devo imparare! Ad esempio, a gestire le emozioni.

Perché vieni al Freelancecamp Roma?

Perché sono stata la Freelancecamp di Marina Romea l’anno scorso e mi si è aperto un mondo (bellissimo).

Sei tra gli speaker di Roma. Il titolo del tuo intervento è “Vademecum per aspiranti freelance”. Di cosa ci parli?

Quando ho deciso di aprire partita iva non sapevo da dove iniziare e ho collezionato una serie di strafalcioni, cadute e sbucciature di ego. Cosa deve fare un libero professionista alle prime armi – e soprattutto, cosa NON deve fare?
Breve vademecum per aspiranti freelance (ispirato dall’esperienza del Freelance Lab, un percorso di tutoraggio e mentoring per chi vuole diventare libero professionista).

E quest’anno doppietta! A Marina Romea invece ci parlerai di “Dr. Jekyll e Mr. Hyde: il freelance che vuole fare il dipendente”.

Ogni freelance ha pensato almeno una volta (al mese) che finirà sotto un ponte per mancanza di lavoro – se dici di no, probabilmente stai mentendo.
A me succede almeno una volta al giorno di credere che non riuscirò a guadagnare abbastanza e se in quella mezz’oretta quotidiana mi capita sott’occhio un annuncio per un lavoro, che mi piaccia o no, sono tentata di accettarlo. Spesso riesco a far prevalere la ragione, ma un paio di volte sono caduta nel tranello e ho accettato due incarichi a tempo determinato da dipendente (dello Stato, per giunta), da portare avanti in parallelo all’attività da freelance.
Ce l’ho fatta? Sì.
Ho maledetto quella scelta? Più e più volte.
Non lo farò più? Non posso giurarlo.

Buone pratiche di convivenza tra lavoro dipendente e lavoro da freelance (se proprio non ne puoi fare a meno).

E ora, giochiamo un po’.

  • Se il freelance fosse un animale, che animale sarebbe? Una balena: bellissima e elegante, piena di sapere, ma spesso incompresa ed attaccata.
  • E se fosse una canzone? Vita spericolata.
  • E una ricetta? Una ricetta buonissima ma che ci vuole un sacco di tempo a prepararla: tipo la parmigiana o le lasagne alle verdure di mia suocera.

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One Response to Verso il #Freelancecamp Roma: Francesca Manicardi

  1. […] il Freelancecamp, cito Nicole Zavagnin: “È una figata pazzesca!”) Oltre ad andarci a parlare, credo che questo ritrovo sulla spiaggia sia un evento utilissimo per fare networking, conoscere […]