[Giorgio è un caro amico del camp, anche se in realtà lui non è freelance: ci porta quindi il prezioso punto di vista del resto del mondo. Su twitter è @gminguzzi, e questo è il suo profilo about.me.]

giorgio_minguzzi

CC Flickr by Luca Sartoni

 

Molti pensano che fare i freelance sia un ripiego, magari perché non si trova lavoro, altri che sia una missione. Tu come ti poni?

Il freelance è il passo che non ho mai avuto il coraggio di fare. Perciò oggi, loro sono per me dei fornitori.

 

Trovaci un’immagine che rappresenta per te il freelancismo.

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Il freelance è come “Il viandante sul mare di nebbia” di Friedrich. Il primo che fa la fatica di arrivare in cima alla vetta, il primo che allarga l’orizzonte, quello che porta gli altri più in alto, a vedere più in là.

 

Come ti immagini il Freelancecamp? O se hai già partecipato, come te lo immaginavi e cosa hai portato a casa?

La vita è fatta di incontri e  scontri. E i  “camp” hanno modificato profondamente la mia,  proprio per gli incontri (e a volte anche gli scontri) fatti al Boca Barranca. Ogni persona conosciuta si è guadagnata comunque il titolo di un capitolo nel libro mia vita e, in un certo senso, è stata in grado di cambiare il corso di tutte le pagine a seguire. Sono, in modo diverso, grato a tutti. Perciò non modificate nulla del format e che nessuno manchi!

 

Qual è la tua Twitter bio? Ce la spieghi?

giorgio_minguzzi_su_twitter

Ho sempre voluto scriverci solo “specialista del generico” e per qualche tempo in effetti è stata questa la mia twitter bio.

Poi l’ho cambiata con una citazione presa dal film “Don Camillo” del ’52: “Voglio un funerale senza musica perché la morte è una cosa seria”.
Sono le parole pronunciate dalla Signora Cristina, la maestra di Mondo Piccolo, la vecchina capace di mettere tutti spalle al muro con le sue richiesta anticonformiste.

Ho sempre amato Guareschi e la sua ironia in grado di strappare un sorriso anche quando le cose non vanno..

 

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